NOTTE CHE SE NE VA
Notte che se ne va, con poche altre, più che una canzone, è coscienza religiosa, necessaria appartenenza a un concetto universale: la notte, che diventa proprietà privata, passando dal mondo alle dita e dalle dita alle note in un'acquisizione tirannica, contrizione cerimoniale quasi liturgica, senza sacrifici ma con eventuali acquisti di indulgenze – per ogni ascolto – doppie se notturne. In una operazione ideologica, sì, certo, che è appropriazione anti-trascendentale, capace di procurare non solo una egemonia – egoistica – ma il cui scopo è l’intimità, solo, solo quella; una intimità risolutiva capace di sciogliere i nodi allacciati col giorno, i debiti contratti nell’esercizio intenso e smisurato che è Napoli sotto il sole. Fuori dalle sentenze definitive del giorno, fuori dall’austerità della luce, fuori dalle compromissioni del tutto chiaro; è nella notte che bisogna sporgersi e scommettere, e provare a capire le indicazioni del magistero musicale, senza la preoccupazione di m...