IL TEMPO DI ITACA


Prima d'incontrarti sapevo che quanto più si desidera qualcosa tanto più essa è lontana e irraggiungibile, ma non sapevo di doverlo sperimentare sulla mia pelle per appurarne il senso.

In questo tempo elastico, fatto di attimi e spazi di vuoto abissale, dove il Canonico diventa periodico e tutto viene rotto dall’eroismo della resistenza, ho capito che non è più tempo per noi, anime fragili senza tempo. Questi siamo noi oggi, riusciamo perfino a vedere le debolezze che annegano nella profondità degli 'esseri umani, da sempre impegnati a guardarsi indietro senza vedere la vita che avevano davanti. 

Non c'è più spazio per l'inibizione della paura che si è reificata nel futuro e le uniche note che riusciamo a sentire, inconciliabili, sono quelle dello spartito dei rimpianti, sotto un cielo di lacrime di chi se n’è andato per sempre e diventa energia con la nostra energia.

Quando questa normalità, questa desueta normalità di deformata malinconia, sarà arrivata, noi aspetteremo tutti al varco e il momento del riscatto sarà arrivato.

Tutte le nostre intenzioni avranno già trovato obiezioni, come quella del sentimento del bisogno ineludibile della vicinanza, ricercata nel pensiero docile, che accresce la voglia di vederci senza smettere di farlo in quest'era anarchica, figlia della oligarchia, dell'idolatria del male e di tutte le cose dal piacere plastico, in cui riscopriamo i segreti doni della natura umana, inconsapevole dell'universo che la governa.

La diaspora di valori a cui siamo stati condannati per tutti questi anni, a noi non ha impedito di scrutare il contrappasso con la vita vera, come cellule vaganti nel tempo in cui tutto e niente coincidono sotto lo stesso bagliore e racchiudono lo stesso valor.

E quando li avremo riconquistati, devastati nella coscienza, strizzati nel dubbio, abbeverandoci ancora del succo della penitenza, io ritornerò a spiare il mio paradiso interiore nei tuoi occhi e passeremo nelle stagioni uniche del cuore le emozioni triviali che a nessuno è dato sapere da dove arrivino, guardando con lo stesso sguardo alle schiarite di luce in divenire, che sarà la luce del destino.

Sono la tua Penelope e tu il mio Ulisse e sono disposto ad aspettarti in eterno. Forse questa non sarà la mia vita migliore ma tu sei e resterai per sempre la cosa migliore che mi sia mai successa.


Commenti

Post popolari in questo blog

NASCIMENTO ROSA

SIGILLO DI FINITUDINE

SENSUS MEMORIS