GENESIS AURAE
Delicata pulzella, che irrigidisci il cuore alle scosse telluriche del contrappasso con l'elettivitá della natura umana.
Sei tu, nella noia triviale, un moto perpetuo di emozioni. L'istinto primordiale che assorbe nella sua concentircitá, il vorticoso anelito delle immagini d'infanzia.
Donna pudica, anima candida, virgulto di fertilità. Il silenzio ti s'addice al pensiero vigile sul tempo che incenerisce il tempo. In te il suono di ogni discorso diviene ostentazione e grido inaudito.
In ogni attimo che ti flagelli d'angosce e conti i battiti d'aria fino all'esalazione più profonda, rivive in te l'Ofelia di Amelto in un incanto triste, sormontato dalla realtà assassina.
In quel mare curativo, dai molteplici orizzonti, a cui t'affidi senza pentimento, a cui rivolgi le tue intime speranze e i pensieri nudi e per questo più esposti al giudizio universale, vi giace il simposio della tua beltá.
Una meraviglia non riconoscibile.
Onda dolce, cullami
Onda sferzante, infrangimi
Onda alta, superami
Onda potente, abbattimi
Onda morbida, attutiscimi
Onda oscillante, cavalcami
Onda lunga, trasportami
Onda imprevista, travolgimi
Onda nuova, rinnovami
Onda smarrita, ritrovami
Scevra di vezzi e ornata soltanto d'un armamentario unico di preziosità, che sulla tua amaca lobitale anche il più piccolo orecchino brilla come oro e suona come campane.
Sguardo da cerbiatto che balugina nel buio, ogni enfasi schiude amori geneticamente spuri.
Mentre t'incammini verso la soglia dell'eternità, al rossore infuocato del cielo dardareo, annusi i desideri sopiti che non hai mai visto compiersi.
Come una vestale che danza intorno alla bolla della propria anima.
Oggi c'è più luce nella genesi del tuo pianto.
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